26 dicembre 2004 una data che l’Asia e il mondo non scorderanno mai

La nostra vacanza in Sumatra si chiude con la visita di un paio di giorni della città capoluogo della Provincia di Aceh, Banda Aceh, l’avamposto settentrionale di Sumatra per quanto il km. 0 dell’isola, e di tutta l’Indonesia, sia invece Iboih sull’isola di Pulau Weh.

Consideriamo però Banda come la punta settentrionale di Sumatra: l’isola che ci ha donato otto giorni di relax e tante emozioni sotto il pelo dell’acqua è a una sola ora di traghetto.

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Lo snorkeling in Ibohi

Questo post potrebbe esistere senza nessun’altra parola: le immagini parlano da sole e solamente il ricordo delle migliaia di pesci avvistabili già nei primi metri di coral reef adiacente la spiaggia, per poi essere ricercate le specie più rare nuotando sul filo dell’acqua limpidissima, basterebbero a commentare un post che si alimenta delle fotografie.

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Uno degli ultimi paradisi marini del sud-est asiatico: Pulau Weh

Nelle nostre tre settimane di vacanza in Sumatra cercavamo alcune cose specifiche: natura, popoli, cultura, natura, natura, natura …

La bellezza del lago Toba e l’emozione della jungla alla ricerca degli ultimi oranghi liberi sono state esperienze meravigliose e non da meno lo sarà la penultima tappa del nostro viaggio: Pulau Weh, l’isola (pulau) di Weh, poco distante dalle coste settentrionali di Banda Aceh (provincia di Aceh), il km. 0 dell’intera Indonesia.

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Bukit Lawang, villaggio ventoso tra le montagne

Nel titolo la traduzione del nome di questo incantevole villaggio a  ridosso della jungla che determina il grande parco naturale Gunung Leuser.

Bukit = montagna, Lawang = villaggio ventoso.

Ciò deriva dal fatto che Bukit Lawang si trova in un canalone in cui scorre il fiume Bohorok, fiume a carattere torrentizio che scende dalle montagne adiacenti, costantemente alimentato dalle piogge equatoriali e dalle numerose cascate dei piccoli torrenti affluenti.

Il canalone in cui sorge il villaggio, per ovvi motivi, è ventoso, da lì il nome di questa comunità che vive del turismo assodato negli anni in cui i trekking alla ricerca degli ultimi oranghi di Sumatra ha incrementato le visite e la costruzione di resort di ogni tipo, eco-friendly, bellissimi bungalow integrati e armonizzati nella foresta adiacente, o semplici guest-house nel villaggio come la nostra, l’Ida.

Arriviamo a Bukit Lawang dopo ore di viaggio sul piccolo van privato che dal Lago Toba, transitando per Medan prima e Binjai poi, cittadina/snodo per le rotte verso il settentrione dell’isola di Sumatra, o verso altre destinazioni a sud come appunto il Lago Toba o Berastagi, la zona vulcanica di questa parte dell’isola.

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Da Bukit Lawang a Banda Aceh .. riflessioni sull’ecologia del Pianeta

La tappa successiva Bukit Lawang, dopo avere ampiamente goduto della bellezza selvaggia di questo angolo sopravvissuto alla devastazione forestale, fu pianificata nel lungo trasferimento verso Banda Aceh, città capoluogo della provincia settentrionale di Aceh, luogo dal quale partono i traghetti per l’isola di Pulau Weh.

Il trasferimento via terra è davvero lungo: da Bukit Lawang un primo bus pubblico, una sorta di vecchio van, ci ha condotto a Binjai, città/snodo posta strategicamente tra il nord, verso appunto Aceh, Medan o il sud verso il lago Toba o Berastagi, la zona dei vulcani ancora attivi nel nord dell’isola di Sumatra.

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Isabel se la gode sul tuk tuk

Il tragitto verso Binjai ha avuto la durata di tre ore, tra scossoni per le strade fatiscenti, traffico, pick-up di persone locali.

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Gli oranghi di Bukit Lawang

La nostra voglia di natura culminerà con il trekking nella jungla di Bukit Lawang, piccolo villaggio sorto a ridosso dell’importante Gunung LeuserNational Park, patrimonio UNESCO per la presenza di una delle ultime popolazioni selvatiche del Pongo abelli, l’orangutan di Sumatra, decimato nelle sue aree dall’incremento folle delle coltivazioni di palma da olio e di alberi del caucciù, produzioni indonesiane responsabili da una parte della fioritura economica dell’arcipelago, dall’altra, i contrasti del nostro stupido progresso, della deforestazione della jungla primaria dell’isola Sumatera, Sumatra.

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Una piccola, lunga escursione sul Toba

Il terzo giorno sul lago, rilassati dalla dolce armonia dell’ambiente con il suo paesaggio, definitivamente conquistati dall’amorevole carattere della popolazione Batak (ricordate il rappresentante più illustre, nato in Belgio ma di padre con natali sul Toba, il centrocampista belga-indonesiano della Roma Radja Nainggolan), decidiamo di percorrere un sentiero che si snoda sulle colline adiacenti Tuk Tuk che già abiamo notato il giorno precedente.

E’ un’antica caldera ora estinta, una delle ‘micce’ di quella bomba geologica che fu il Toba 70-78000 anni fa quando con la sua esplosione mutò clima e fauna della Terra, ricordiamolo ancora una volta, LA PIU’ GRANDE ESPLOSIONE CHE IL PIANETA RICORDI NEGLI ULTIMI 500.000 ANNI!

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