Da Medan al Lago Toba per incontrare la cultura Batak

Il terzo giorno in Sumatra, dopo l’immersione urbana di Medan, prevede il primo lungo trasferimento dalla capitale verso il cuore della grande isola nella sua parte settentrionale: il Lago Toba, il più grande lago vulcanico del mondo nel quale sorge all’interno  l’isola Samosir, luogo dove siamo diretti.

Per darvi alcuni cenni di carattere geologico/geografico, il Lago Toba è un lago vulcanico di 100 km di lunghezza e 30 km di larghezza la cui formazione risale a circa 70.000 anni fa in seguito ad una super-esplosione.

In confronto, il nostro Vesuvio è un mortaretto nella sua fatale eruzione con la quale distrusse Ercolano e Pompei, quindi datevi come termine di paragone il nostro vulcano 13 volte meno potente del Toba nella sua distruzione …

Anche il cinematografico e distruttivo Krakatoa, vulcano oggi estinto dopo l’esplosione, presente in Sumatra con un altrettanto interessante area vulcanica di grande valore geologico, non sfiora nemmeno lontanamente la potenza esplosiva del vulcano Toba, definito dai geologi la più potente esplosione mai avvertita sul Pianeta da 500.000 anni fa ad oggi. L’esplosione del Toba estinse specie animali dall’altra parte della Terra, ricoprendo con spessi  strati di cenere le aree limitrofe per migliaia di chilometri ma le sue ceneri rimasero sospese nell’atmosfera terrestre per anni precipitando altrove.

Grazie al traghetto locale arriviamo a Tuk Tuk imbarcandoci a Parapat, il piacevole villaggio posto sulla sponda orientale di Samosir, dopo sei ore di chiassoso bus navetta locale (la musica sempre altissima era davvero disturbante nella sua proposta ininterrotta della canzone ‘Despacito’ in mille versioni diverse sempre di stampo techno). Il traghetto impiega poco più di trenta minuti per raggiungere l’isola con un piccolo costo di 15.000 rupie indonesiane a testa, poco più di un dollaro.

Il Toba non si nasconde: è bello immediatamente, la vegetazione spontanea e coltivata è un bel mix elegante e ben disposto tra foreste naturali, piantagioni di caffè, banani, cacao, tapioca, fiori nelle case disseminate nel country-side collinare.

Bellissimi landscape a ridosso del lago o in un entroterra affascinante, roccioso e rivestito da lussureggianti praterie dove brucano i bufali asiatici o le vacche locali, incontrando risaie e piantagioni inframmezzate da case isolate e villaggetti sul lago.

Il Toba è anche la patria di una delle culture tribali più importanti d’Asia, i Batak, popolo oggi mite, in passato isolato su Samosir nella difesa della propria identità dagli invasori indonesiani ed olandesi, anche ricorrendo all’uso di frecce e attacchi alle navi dalla terraferma.

Chiedetelo agli invasori olandesi i quali non sono mai riusciti a conquistare il Toba.

La principale caratteristica del lago sono le rinomate case con tetti a forma di barca dalla doppia punta, simili a imponenti mezzelune.

Sul frontale delle case tipiche i Batak negli anni hanno ristrutturato i motivi grafici locali, simbologie legate al loro passato nelle quali si ritrovano simboli famigliari, imponenti costruzioni di grande fascino.

Il primo assaggio con la tradizione Batak sarà nel nostro resort, il Bagus Bay, oasi di relax in stile architettonico locale, ideale per rilassarsi dopo un’escursione con possibilità di nuotare nel lago o godere della quiete del bel giardino e dell’ottimo cibo.

La sera del nostro arrivo infatti, una piccola crew di danzatrici Batak ci mostra le danze tradizionali del loro popolo, danze gentili nelle quali, tradizione comune con molte espressioni coreutiche asiatiche, l’uso delle mani è fondamentale.

Da qui in poi il racconto sarà, come altre volte, fotografico.

Rimanete con noi per qualche giorno sul lago Toba, noi dovevamo pernottare tre notti ma abbiamo deciso una sosta ulteriore, innamorati da subito da questo popolo fantastico, ancora ricco di tradizioni da rivolgere al mondo, oggi cristiano ma, fortunatamente, ancora ricco delle proprie mistiche animiste che ritroveremo ovunque, nei musei, davanti le case, nelle foreste delle colline come protezione di case, piantagioni, villaggi, dai paurosissimi amok, gli spiriti indonesiani.

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I grandi viaggi spesso sono lunghe attese …

 

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Il traghetto da Parapat all’isola di Samosir o Paulau (isola) Samosir

 

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La bella panoramica di Tuk Tuk nella quale i resort si armonizzano presentando architetture tipiche di Samosir con i tetti a barca dalla doppia prua

 

 

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I colori e certi tratti somatici di alcune ragazze Batak ci ricordano tanto i nativo americani Navajo

 

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Percussioni tipiche indonesiane, una grande cultura musicale asiatica

 

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Noodles goreng e pesce grigliato di lago di ottima qualità per il pranzo. Scegliamo sempre, quando possibile, ristoranti famigliari e non centri di ristorazione turistica, perchè il livello umano è impagabile ed anche attendere a lungo la cottura dei cibi è sinonimo di qualità. Madre e figlia assieme per tramandare nel futuro la loro arte culinaria ma anche la loro cultura etnica

 

 

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Un bel bufalo asiatico, più piccolo rispetto al pericoloso cafro africano, docile per quanto quelle corna…

 

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Nel museo del villaggio di Tomok e tutt’oggi possibile conoscere meglio la cultura Batak. Queste tipiche abitazioni, gli idoli posti davanti ad esse, sono la testimonianza heritage della tradizione di questa etnia antica e affascinante, grandi guerrieri nel passato, docili ed amabili abitanti di un’isola lagunare meravigliosa oggi. La loro cultura è al centro di molte attività votate al turismo: dei grandi guerrieri Batak è rimasto l’orgoglio e il loro votarsi al turismo, pur non svendendo la loro identità, li rende il perfetto sincretismo tra economia me radici identitarie ancora vive.

 

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Horas! in Batak ‘come stai? Piacere di conoscerti’. Horas è diffuso come saluto in gran parte del nord di Sumatra perchè molti Batak, dall’isola di Samosir, si sono trasferiti nelle grandi città, come Medan, alla ricerca di un lavoro

 

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La tomba dell’ultimo re di Tomok, il ‘Raja’ di una dinastia antica deceduto nel 1929 durante la colonizzazione olandese

 

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La tomba di un Raja precedente

 

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Piccolo assaggio di Malesia con una crew di turiste davvero fashion provenienti da Kuala Lumpur

 

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Idoli Batak conservati nel museo di Tomok

 

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Una delle rare foto del team Om Sweet Home, noi! I grandi viaggiatori , anche se preferiamo fotografare ciò che vediamo più che ciò che siamo, il senso del nostro viaggiare … giorno dopo giorno ci accorgiamo di essere la cosa più lontana di un moderno travel blogger, poco edonisti, poco fashion magari, ma genuini. Se vi piacciamo mettete un click, in ogni caso, per noi, il viaggio continua  …

 

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Dolcissima famiglia Battak di grande fede cristiana che ci ha letteralmente raccolto per strada vedendoci stanchi e accaldati dopo oltre dieci chilometri di cammino su e giù per l’isola di Samosir verso Tomok. Con loro abbiamo condiviso bevande fresche, cibo, ma, soprattutto il nostro tempo, così relativo in confronto al valore della conoscenza e dell’amicizia tra persone … la promessa è stata quella un giorno di tornare per condividere il pranzo e la signora ci ha garantito che il suo nasi goreng ha il suo perchè. Ma la promessa è anche stata quella di cucinare un nostro piatto. Masterchef Sumatra, prossimamente su Samosir!

 

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Tessitrice Batak. I tessuti Batak sono colorati e preziosi, sia in ottimo cotone che in seta. Ovviamente il prezzo di un tessuto a telaio è nettamente superiore ed auguriamo a questa giovane tessitrice di mantenere nel tempo la sua arte, davvero arcaica e preziosa come lascito culturale di questa incredibile etnia.

 

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