Cambogia

I primi giorni a Kampot

Direttamente da Otres siamo, con un paio d’ore di bus, giunti nella bella Kampot dal clima mitigato dai monti Bokor, dal fiume, dai bei landscape aperti e dalla vita tranquilla a passeggio o nei locali per bere qualche birra e mangiare noodles o pizza, dipende dal posto e dalla voglia.

Lungo il fiume anche un playground per Isabel mentre la sera, durante una passeggiata al night market non lontano dalla rotonda del Durian, troviamo anche le giostrine e proprio lì … sorpresa!

Incontriamo una famiglia italiana con due bambine che vive a Kampot, un ulteriore motivo per cui abbiamo deciso di stabilirci qui per un periodo affittando una casetta deliziosa, ma questa è un’altra puntata, ora un po’ d’immagini …

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La prima omelette con baguette di Isabel a Kampot

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Il re della frutticoltura cambogiana:sua maestà il durian!

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un golden tree snake (Chrysopelea ornata), leggermente velenoso appena trovato ucciso forse da una bastonata di un passante. Nonostante sia leggermente velenoso (provoca forti dolori al morso), mantiene calmierata la popolazione di altri rettili in Asia. Isabel non ha affatto sgradito il contatto, morbido, al contrario del suo immaginare toccare un serpente come qualcosa di viscido e ruvido.

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Il Chrysopelea ornata ci è poi stato sottratto da alcuni bambini che l’hanno portato in trionfo per le vie di Kampot

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Sarta nel mercato coperto di Kampot

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Macelleria di Kampot al mercato, il bacon aveva un aspetto mooolto invitante, credo saremo in futuro buoni amici, così come lo spezzatino di bufalo

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Una delle decine di padelle di gamberetti essicati …shrimps everywhere!!!

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Orafi al lavoro al mercato, davvero bravi in codeste contingenze

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Particolare di un tempietto buddista di strada, una sorta di puja ma dedicata a Buddha Gautama, notate la piuma di pavone così simile all’amato Gopala Krishna, il Vashudeva

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Sereni sul lungofiume di Kampot, il mood qui è davvero votato al relax … una voglia di entrare nella nostra casa, ma prima l’estensione dei visti, Kep e il suo mare, la Thailandia, forse Angkor Wat, poi si fa i seri, agguerriti e contenti

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