Sono la regina del mondo per un giorno e decido che (articolo scritto da Isabel):

Avete mai sognato di diventare il re o la regina del mondo solo per un giorno? Cosa fareste?

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Cosa fareste?

 

Trasformereste il mondo in una caramella, tornereste indietro nel tempo per incontrare gli uomini primitivi e fare “hu, hu” con loro, trasformereste l’America in una pizza?

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Mui Ne e le dune rosse, il villaggio dei pescatori, il kebab di maiale

Partiamo al mattino diretti verso Mui ne con un classico sleeping bus vietnamita, un grande bus nel quale i sedili sono reclinati ed allungati per concedere al viaggiatore momenti di relax anche durante i lunghi viaggi in territorio vietnamita.

La strada diretta a Mui Ne prevede cinque ore di viaggio ma un intoppo alla partenza ci blocca per un’ora davanti alla bus station: il nostro autista evidentemente aveva qualche problemino legale, la polizia di Saigon lo ferma per controlli.

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Homescooling ‘en plein air’: oggi il quadrato!

Ciao, oggi la nostra giornata di educazione parentale si è svolta “en plein air”, alla ricerca di una forma geometrica specifica, ovvero il quadrato.

In questo modo abbiamo stimolato l’osservazione sul territorio ricercando una delle figure geometriche  studiate in casa. I verbi di questa giornata sono quindi stati:

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Il secondo giorno di Saigon: l’ufficio delle poste, il mercatino dei libri, l’Hotel Continental

Saigon , per noi Ho Chi Minh City avrà sempre il suo nome originale, troppi retaggi western riferiti agli anni dello scontro bellico tra americani e i famigerati ‘musi gialli’ cong, a cui il tempo ha comunque dato la dignità di difendere un’idea che si è rivelata vincente a livello sociale ed economico in questo strano paese dove commercio e comunismo marxista si sommano in un mix economicamente moderno.

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Il primo giorno ad Ho Chi Minh City: Palazzo della Riunificazione e mercato di Ben Thenh

Sveglia di buonora, ma non troppo, e la colazione nella bella breakfast room del nostro albergo ci attende: non saranno mai le colazioni che solitamente noi prepariamo ai nostri ospiti, ma noi puntiamo molto in Om Sweet Home a concedere un risveglio a tavola di ottimo livello, il target asiatico è diverso ma nel Blue River Hotel 1, pancake, omelette o uova strapazzate, sono di ottima qualità accompagnate da tè, caffè con latte, succo di limone o d’arancia, pane.

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All’uscita dal nostro Hotel

Inizia così la nostra prima giornata a spasso tra le vie di Saigon: la nostra meta sarà il Palazzo della Riunificazione, sperando di assistere ad una parata militare festeggiante il giorno dell’Indipendenza, cosa che non è avvenuta (forse gli orari non coincidevano con quelli della nostra presenza, forse non è la sede della parata, magari organizzata nella capitale, Hanoi). In ogni caso entriamo nel Palazzo, elegante costruzione ideata sulla figura di un ideogramma che in lingua vietnamita, prima della scelta dell’alfabeto occidentale, aveva il significato di fortuna.

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Homeschooling ‘En plein air’

La strada che abbiamo scelto per l’istruzione di Isabel qui in Cambogia,(seppure in un sistema misto tra l’homeschooling del mattino e la Scuola Internazionale Peppercorn in lingua inglese al pomeriggio), riflette innanzitutto la voglia di metterci in gioco come genitori nell’ambito del grande cambiamento che abbiamo avuto nell’ultimo anno, col trasferimento in Cambogia.

Cambiare nei ritmi di vita, nei rapporti interpersonali, nell’atteggiamento  verso certe routines (intese come standard creati non tanto per migliorarsi quanto per creare quelle ‘comfort -zone’ che ci da la sicurezza quotidiana).

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Da Kampot al Vietnam per una piccola, meravigliosa vacanza

In Cambogia inizia la ‘low season’, quel periodo che, almeno per noi che viviamo sulla costa del Golfo di Thailandia, significa poca affluenza turistica; forse al nord, a Siem Reap, la città del meraviglioso sito archeologico di Angkor Wat, il turismo di massa arriva ugualmente, attirato da un complesso archeologico meraviglioso, per alcuni aspetti ancora misterioso, antico, il quale ha pochi rivali al mondo.

Non qui, a Kampot, quindi, dopo un mese di piogge spesso ininterrotte, approfittando dello scarso afflusso di turisti, decidiamo di chiudere il nostro B&B, Om Sweet Home, per concederci una meritata vacanza.

Destinazione … Vietnam!

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